Enrico Veraldi oggi

Dal 2011 Enrico Veraldi abbandona il paesaggio classico per accostarsi al territorio misterioso e semi-sconosciuto delle lagune: le isole desolate, il silenzio dei tramonti, le saline nebbiose, i canneti umidi e ombrosi, la luce folgorante di una marina, la dolcezza di una laguna.
Enrico Veraldi si appropria di questi luoghi magici e li propone attraverso la sua visione che combina particolari ravvicinati ed elementi prospettici in una visione dello spazio quasi aberrata.

Il confine tra figurativo e  astratto si fa sempre più indefinito: colori forti e decisi , sciabolate di luce, tratti violenti, e trasparenze di riflessi regalano a soggetti  che per natura sono  deboli ed inermi nuovo vigore: ecco nascere il “Canneto rosso”  o il “Canneto verde” ma anche “Eos” o “Grezzo”,  chiari esempi di questa felice vena creativa.

Vena creativa che nell’ultima serie di dipinti “ Il respiro degli Dei”, evoca l’ universo concettuale e suggestivo di Dei, Semidei e Ninfe, svelando l’intima espressione di Enrico Veraldi